L’autonomia come stimolo alla crescita economica

L’autonomia come stimolo alla crescita economica

Presentato a Milano il settimo rapporto dell’Osservatorio Economia e Territorio di CNA Veneto, Lombardia e Emilia Romagna: i dati dimostrano che le tre Regioni italiane, tutte a statuto ordinario, sono tra le prime in Europa per valore delle esportazioni, ma ultime per quanto riguarda investimenti destinati allo sviluppo economico che vanno a penalizzare così imprese e ricerca scientifica.

Dalla ricerca emerge una competizione serrata tra le varie Regioni europee, ma si nota un enorme divario tra gli investimenti: prese in esame Lombardia e Baviera, la prima ha un budget regionale da investire nello sviluppo del 5% contro il 10,6% messo in campo dalla Baviera: l’analisi finale mette in risalto il netto vantaggio per le Lӓnder e per le comunità autonome rispetto alla disponibilità di fondi da investire.

Il Veneto è una tra le Regioni europee più competitive d’Europa a livello economico: si posiziona all’ottavo posto per quota delle esportazioni sul PIL (oltre il 38%): tuttavia, le Regioni europee beneficiano non solo di un quadro maggiormente competitivo rispetto al nostro, ma anche di maggiori competenze e risorse a livello regionale.

Per questo motivo, Veneto, Lombardia e Emilia Romagna stanno contrattando con il governo per avere l’autonomia, che diventerebbe uno strumento per intervenire in maniera mirata e incisiva sul divario infrastrutturale che penalizza le imprese, per incrementare l’attuale dotazione di risorse per investimenti e sviluppo economico e per sostenere l’economia produttiva nei necessari percorsi di innovazione.

Le Regioni hanno contribuito in maniera rilevante a sanare i conti pubblici nazionali mediante tagli ai trasferimenti e un inasprimento dei vincoli di bilancio: a pagarne il prezzo più alto sono stati soprattutto gli investimenti e le spese per lo sviluppo economico: nei bilanci 2017 di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna mancano quasi 1,7 mld  di spese rispetto agli investimenti del 2008.

L’applicazione del regionalismo differenziato porterebbe un incremento dei bilanci delle tre Regioni di 9,9 mld di euro, 3,346 solo per il Veneto; ciò comporta però una forte assunzione di responsabilità da parte delle Amministrazioni regionali che avranno l’obiettivo di dare migliori servizi ai cittadini e imprese.

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