I rischi del nuovo regime forfettario

I rischi del nuovo regime forfettario

L’innalzamento della soglia di accesso al regime forfettario a 65 mila euro e la scomparsa degli altri requisiti provoca l’allargamento della platea degli interessati a questo tipo di regime fiscale.

Il regime forfettario era in origine riservato ai soggetti di minori dimensioni, permettendo l’applicazione di un’aliquota ridotta (15%), la semplificazione degli adempimenti fiscali e contabili.

La nuova Legge di Bilancio modifica il regime forfettario qualificandolo sostanzialmente come il nuovo regime “ordinario” dei lavoratori autonomi e concedendo loro un importante vantaggio. Se si considera poi la tassazione applicabile dal 2020 ad imprenditori e professionisti con guadagni tra i 65 e 100 mila euro si può comprendere meglio il cambio di prospettiva: non più una tassazione rivolta a piccole aziende e a soggetti marginali, bensì il nuovo regime fiscale standard, applicabile potenzialmente all’80% delle attività.

I nuovi regimi agevolati determinano un forte incentivo all’occultamento dei ricavi che superano le soglie, inoltre tendono a dissuadere dall’esercizio di attività economiche in forma associata, con conseguenze distorsive sulla concorrenza. Inoltre, dato che il nuovo regime forfettario dipende dall’ammontare dei guadagni dell’anno precedente potrebbe verificarsi che anche redditi molto alti potrebbero beneficiarne, in quanto si avrà l’uscita dal regime agevolato solo nell’anno successivo.

Il nuovo regime forfettario possiede quindi non poche criticità, dall’equità orizzontale della tassazione alla progressività dell’Irpef nel lavoro autonomo.   

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